mercoledì 26 luglio 2017

Per i morti di Reggio Emilia

Il 7 luglio 1960 a Reggio Emilia, le forze dell'ordine uccidono cinque operai antifascisti durante una protesta contro il governo Tambroni. Per ricordare il sacrificio dei "morti di Reggio Emilia", invitiamo alla lettura dell'intervista che Silvano, fratello di Ovidio Franchi, ha rilasciato a Natalia Marino per Patria Indipendente. 


Il 7 luglio 1960 nel corso di una manifestazione contro il governo Tambroni a Reggio Emilia cinque reggiani – Lauro Farioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri e Afro Tondelli – furono uccisi dalle forze dell’ordine. Il sacrificio dei “morti di Reggio Emilia” diventa un simbolo della lotta per la democrazia e la loro memoria rimane impressa nelle generazioni successive. Abbiamo ripercorso i fatti di quella tragica giornata con Silvano Franchi, fratello di Ovidio.

lunedì 10 luglio 2017

Le donne del Reich

Dresda, 1945
La trasmissione di Paolo Mieli, passata in Rai qualche settimana addietro,  offre lo spunto per alcune considerazioni sulle donne del Reich e il silenzio assolutorio che le avvolse. Proponiamo la nostra riflessione, già in PatriaIndipendente.
Nella fame e nel lutto, nel dolore e nel pianto, ora, esse si asciugano gli occhi, si levano in piedi e prendono a spalare le macerie per ricostruire il focolare, la casa, la patria. Sono le donne del Reich. Anno “zero”, 1945.
Le immagini femminili scorrono sullo schermo, nella trasmissione di Paolo Mieli, proposta in Rai qualche settimana fa. Solo un cuore di ghiaccio potrebbe rimanere indifferente davanti alle facce smunte e ai fragili polsi di donna tremanti nella fatica. D’improvviso, mentre il servizio televisivo continua, noi ricordiamo quello che esso non mostra: dolci facce di donna osannanti tra le svastiche in immensa sfilata, nivei corpi armoniosi che orgogliosamente mostrano sé stessi quale paradigma di purezza ariana, tonde pance gravide amorosamente vegliate nelle cliniche del progetto Lebesborn, dita sottili e inanellate di donne e ragazze che, in volontaria ottemperanza alla Circolare “fidanzamento e matrimonio” di Himmler (31-12-1931), seguirono le estenuanti trafile della burocrazia razziale, per farsi fidanzate, spose, o compagne di letto in regime di legittimata bigamia, per uomini delle SS; consapevolmente costruttrici di una nuova comunità di stirpe, auto insignitasi come superiore, e perciò votata alla purificazione del mondo dagli scarafaggi di sangue debole e infetto.

domenica 2 luglio 2017

Volontari della liberta al Monte Penice

Di seguito l'intervento di Mario Albrigoni, nostro compagno di segreteria, alla manifestazione organizzata da F.I.V.L a Monte Penice.

Gent.mo Prof. Francesco Tessaroli 
Presidente Nazionale F.I.V.L. – Federazione Italiana Volontari della Libertà,
Care partigiane, cari partigiani, autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle Associazioni, antifasciste e antifascisti, ringrazio sentitamente a nome mio personale e dell’Anpi Provinciale di Pavia per l’invito a questa vostra Manifestazione e sono onorato di portare un breve cenno di saluto. 

La partecipazione democratica è stata alla base della rinascita morale del nostro Paese. Oggi, con l’allentarsi dei legami collettivi, questo tipo d’impegno, al di là del semplice diritto di voto, perde di attrattiva, e prevalgono la rassegnazione, il cinismo, il qualunquismo e l’apatia. L’alta percentuale dell’astensionismo fatta registrare nella recente tornata di elezioni amministrative dovrebbe far preoccupare le forze politiche ben più del numero di Amministrazioni locali passate da uno schieramento politico all’altro. La partecipazione, che è uno dei fondamenti della democrazia, non è casuale, nasce da motivazioni ben precise. La partecipazione ha bisogno di una politica seria, comprensibile, pulita, onesta. E questo, come sappiamo, in Italia non c’è. C’è, invece, molto bisogno di una rigenerazione della politica, proprio per riavvicinare i cittadini alle Istituzioni e alla politica stessa.