venerdì 30 giugno 2017

Per Teresio Olivelli

Con piacere, diamo spazio a un'altra risposta all'intervista a monsignor Paolo Rizzi, chiamato a rispondere in merito al processo di beatificazione che sta coinvolgendo il partigiano Teresio Olivelli.


L’intervista del giornalista De Agostino a monsignor Rizzi, postulatore nella causa di Beatificazione del Venerabile Teresio Olivelli, è stata molto interessante per una serie di motivi. Il principale, crediamo noi dell’ANPI di Vigevano, è la presa di posizione netta: Teresio Olivelli non potrà mai essere il santo simbolo anche della scelta resistenziale, portavoce dunque di quei valori non divisivi ma condivisi di libertà, giustizia e democrazia. Sarebbe una strumentalizzazione ideologica. Siamo a conoscenza della presa di posizione della curia di Vigevano, oltre che di monsignor Rizzi, su questo punto. Non potendo negare la scelta di Teresio dopo l’otto settembre del 1943, si teorizza che egli fu cristiano nella Resistenza, come era stato nel Fascismo, ma non fu uomo della Resistenza. 
L’amara impressione che ne ricaviamo è che il periodo partigiano sia il periodo scomodo, quasi fosse una macchia nella biografia di Teresio. Perché? Nei suoi scritti clandestini è chiaro il suo allontanamento dal fascismo anche dal punto di vista ideologico. Bellissime e toccanti sono le sue riflessioni sulla politica come mito e inganno. Il Regime ha ingannato i giovani e li ha trascinati nel baratro di un conflitto mondiale, li ha allontanati dai veri valori che, certo, per Teresio sono i valori cristiani. Il Regime ha reso i giovani servi e ha voluto forgiare un uomo senza la capacità di decidere in modo autonomo, chiamato a credere ma non a pensare.  E qual è la lezione di Teresio? Il monito e il suo grande lascito per i tempi futuri? Invece di proporre una interpretazione, ascoltiamo le sue parole dal giornale il Ribelle (n.2).

Teresio Olivelli, ribelle antifascista

In risposta alle parole di monsignor Paolo Rizzi, a proposito di Teresio Olivelli, ribelle antifascista, pubblichiamo le osservazioni elaborate da Mario Albrigoni, ANPI Provinciale Pavia, e Guido Magenes e Marco Savini, ANED Pavia.

Leggiamo con rincrescimento, e anche con una certa perplessità, le dichiarazioni di monsignor Rizzi che, secondo noi, non rendono merito, pienamente, allo spessore umano, oltreché cristiano, di Teresio Olivelli. Distinguere in Olivelli, in modo rigido, dove finisce il credente e dove comincia il ribelle antifascista è una operazione, questa sì “ideologica” che, ci scusi monsignor Rizzi, ne falsa la memoria.
Così come è “ideologico” affermare che la Chiesa non intende “dare giudizi su questi periodi storici [fascismo e resistenza] entrambi non privi di contraddizioni e di elementi discutibili dal punto di vista cristiano”. Questo cosa significa? Forse che “fascismo” e “resistenza” sono esperienze storiche che, in fondo, agli occhi del credente, rivolti verso l’eterno, finiscono con l’equivalersi? Possono, forse, essere equivalenti l’affermazione del valore assoluto della dignità umana, e la sua negazione violenta, nel nome di una “razza” superiore? Il credente non vive la propria fede fuori, o al di sopra, della Storia. E’ nella Storia che la sua fede si incarna. E’ nella concretezza dell’agire storico che la sue fede si fa scelta morale, culturale e, anche, politica. 

giovedì 29 giugno 2017

Buon compleanno, partigiano Pallini!

Pubblichiamo con immenso piacere il messaggio di Patrizia Palavezzati, presidente, e della sezione ANPI di Zavattarello, al partigiano Alfredo Pallini, nel giorno del suo compleanno. Un augurio da tutti gli antifascisti!

Ciao Alfredo, un grande abbraccio da tutti noi per il tuo compleanno. Gli anni sono tanti, è vero, i tuoi e i nostri, ma per noi tu sei sempre il ragazzo che, con l’infallibile istinto delle persone libere e giuste, ha scelto subito da che parte stare, e ti sei fatto partigiano.
Perché da una parte stava la barbarie dall’altra parte il riscatto dell’umanità dalla oppressione.

Caro Alfredo, da te abbiamo capito che la lotta, nella quale ogni giorno la morte nazifascista stava in agguato, ogni giorno portandosi via, in ogni parte d’Italia e d’Europa, un fratello e un compagno, non aveva soltanto un obiettivo militare – liberare il Paese – ma un obiettivo umano e sociale ben più alto: la liberazione dell’umanità dalla sottomissione e dal bisogno.

Caro Alfredo, ti stringiamo forte; e ti chiediamo anche scusa.
Perché il nostro Paese non è quello che sognavi, mentre stringevi i denti sotto le botte dei fascisti.
Sulla schiena quelle botte ti hanno lasciato, come dici tu, “un nero che non va mai via”.

venerdì 23 giugno 2017

Oltre il muro

Può essere una qualunque città, in qualsiasi posto, nell'universalità del dove, il luogo in cui la complessità e il caos della realtà si fanno barbarie. Spesso la si accetta, la barbarie, e se ne diventa parte fino a non riconoscerla più.

Nella città dove siamo arrivati, nel punto in cui rotatorie, semafori e condomini, cedono il passo alla sopravvissuta campagna, ci siamo imbattuti in un possente muro di cinta ad una villa che immaginiamo essere signorile.
Avvicinandoci con qualche curiosità alla potente altezza del muro abbiamo visto, su di esso affissa, macilenta, una lapide recante un nome e la scritta “caduto per la libertà, estate 1944”.
Non conoscendo la città né le abitudini dei suoi abitanti, ci siamo stupiti che nemmeno un fiore fosse posto in memoria dell’ucciso, così che almeno un colore spezzasse la fissità glaciale del muro, ricordando il sacrificio di una vita per un bene che, venendo noi da altrove, crediamo essere collettivo: la libertà.

mercoledì 21 giugno 2017

La Resistenza nel museo di Carpasio

Pubblichiamo con piacere il resoconto del viaggio a Carpasio organizzato dalla sezione ANPI di Voghera, e della serata che la sezione iriense ha dedicato alla proiezione del documentario sulla vita di Anton Ukmar "Miro". Ringraziando i compagni vogheresi per la condivisione, auguriamo una piacevole lettura.

Sabato 10 giugno, una delegazione della sezione Anpi di Voghera, ha visitato il Museo della Resistenza di Carpasio, provincia di Imperia, un luogo carico di testimonianze e suggestioni, con una sosta presso la sede dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea.
Il viaggio ha consentito di riannodare il filo della memoria sul nostro concittadino Carlo Montagna “Milan”, sepolto nel Sacrario partigiano del cimitero di Voghera, prestigioso comandante della IV brigata “Elsio Guarrini”, nella II Divisone garibaldina “Felice Cascione”, protagonista di numerose azioni, fra tutte l’assalto al carcere di Oneglia, caduto il 17 gennaio 1945 nei pressi di Villatalla nel Comune di Prelà.
La lotta partigiana della I Zona ligure ha visto il riconoscimento della Medaglia d’Oro al VM alla provincia di Imperia, ed è conosciuta anche per la figura leggendaria di Felice Cascione (l’autore della famosa “Fischia il vento”, M.O. al Valor Militare) e per altri protagonisti come Ivar Oddone “Kimi” – che fu Commissario prima della IV Brigata “Elsio Guarrini” di “Milan” e poi della II Divis. Garibaldi “Felice Cascione” - il comandante Giuseppe Vittorio Guglielmo “Vittò” e Sergio Grignolio. Tutti tratteggiati - Kim, Ferriera e Lupo Rosso - dal partigiano Italo Calvino in quello che resta uno dei racconti più belli e intensi sulla Resistenza, “Il sentiero dei nidi di ragno”.

Il conte partigiano

Luchino Da Verme, l'aristocratico che si fece partigiano. Comandante della divisione garibaldina “Gramsci”, guidò con successo la Resistenza nell'Oltrepò Pavese col nome “Maino”. Ivano Tajetti, dell'ANPI Barona, ne traccia un emozionante ricordo su patriaindipendente.it. Buona lettura.

Maino se n’andato a fine marzo, alla veneranda età di 103 anni. Classe 1913, di famiglia aristocratica lombarda (il casato, d’origine veronese, nasce nel 1320 con l’omonimo Luchino Dal Verme, capitano di ventura, poi infeudato ai Visconti), Maino, questo il nome di battaglia di Dal Verme durante la Resistenza, ha preso parte alla guerra di Liberazione, contribuendo dopo l’8 settembre 1943 all’organizzazione delle prime formazioni partigiane operanti in provincia di Pavia. Maino, prima come comandante dell’88ª Brigata Casotti e poi, come comandante della Divisione Garibaldina Antonio Gramsci, ha dato un contributo fondamentale alla Resistenza armata nell’Oltrepò Pavese. Lo ricordiamo con affetto e orgoglio, attraverso l’emozionante testimonianza di Ivano Tajetti.

domenica 18 giugno 2017

Sguardi obliqui, antieroi e storie meticce

Vi invitiamo alla lettura di una interessante analisi sulla narrativa resistente italiana, tratta da patriandipendente.it.


Una copertina insolita e accattivante con in primo piano una sagoma femminile che impugna una pistola, dietro le spalle due figure maschili di cui una imbraccia un mitra, sullo sfondo in alto un aereo…
Con l’uscita di In territorio nemico (Minimum fax, 2014) progetto di “scrittura industriale collettiva” coordinato dai fiorentini Vanni Santoni e Gregorio Magini, che raggiunge rapidamente le tre edizioni in pochi mesi e si è imposto all’attenzione della critica con recensioni nei principali quotidiani, partecipate trasmissioni radiofoniche, interviste e ovviamente un ampio risalto sul web, ho avuto la sensazione, confermata successivamente, che la narrativa contemporanea avesse qualcosa da dire su Resistenza e dintorni.
Queste note intendono proprio dare conto, attraverso una scelta parziale e del tutto soggettiva di alcuni romanzi e racconti di narrativa italiana, tra loro anche molto diversi, del modo e delle motivazioni con cui una nuova generazione di scrittori e scrittrici si è avvicinata e ha rielaborato il tema della Resistenza. In questo senso e con questo fine ho cercato di considerare uno spettro abbastanza ampio di testi senza ovviamente alcuna pretesa di esaustività ma individuando quelli che in modo più originale, se non a volte anche provocatorio, ne tentavano una rilettura più vicina alla sensibilità contemporanea. A questa più generale intenzione si è affiancata una duplice esigenza: verificare se e in che misura e modalità il tema della Resistenza (inteso in senso largo) continua ad ispirare narratori e scrittori contemporanei e quale eventuale uso didattico e divulgativo se ne può ricavare. Su quest’ultimo aspetto legato al lavoro che come docente formatore svolgo presso l’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’età contemporanea rimando ad un mio articolo apparso sulla rivista on line Novecento.org (http://www.novecento.org/didattica-in-classe/narrativa-e-resistenza-due-esperienze-didattiche-1694).

giovedì 8 giugno 2017

Concorso "Alla scoperta della resistenza" - seconda parte

Prosegue la pubblicazione degli elaborati premiati al concorso varzese. Oggi presentiamo i lavori degli studenti delle suole medie e degli adulti

Sezione A - Alunni scuole medie


1° classificato il saggio "Abbiamo forse dimenticato?", di Camilla Zanforlin, 3°A Istituto comprensivo "P. Ferrari" di Varzi, leggibile qui;
2° classificato il racconto "Un racconto di guerra e Resistenza, nel Canavese", di Chiara Caglianone, Marta Costantino, Flavio Di Lisio - 3°D Istituto comprensivo "Guido Gozzano" di Rivarolo Canavese (TO), lo leggete qui;
3° classificato il saggio "I miei ricordi dell'ultima guerra", di Jacopo Mancinelli, 3°A Istituto comprensivo "P. Ferrari" di Varzi, qui.


La sezione C - Adulti, ha visto premiati


1° classificato "Il diario di Livia", di Anna Dragone, lo trovate qui
2° classificato "Il gigante", di Stefano Gallareto, potete leggerlo qui
3° classificato parimerito "Mio padre, uomo taciturno e introverso", di Sergio Melchiorre, qui, e "La guerra è cosa da femmina", di Sara Galeotti qui.
Segnalazione di merito al documentario realizzato da Ciro Raia sulla vita del partigiano, storico e politico Gaetano Arfè.

martedì 6 giugno 2017

Concorso "Alla scoperta della Resistenza"

Pubblichiamo una prima selezione degli elaborati premiati nell'ambito del concorso “Alla scoperta della Resistenza”, promosso dalla sezione ANPI di Varzi. Le poesie e i racconti più brevi vengono raccolti direttamente in questo post, per gli altri si rimanda al link evidenziato. I testi mancanti verranno resi pubblici appena disponibili per la messa in rete. Grazie e buona lettura.


Nella sezione B - Scuole superiori, sono stati premiati

1^ classificato "Pelle", di Gaia Panziroli, 4°A ITIS Galileo Galilei di San Secondo , Parma;
2^ classificato "29 gennaio 1944", di Francesca Lombardia 5°B Liceo Ginnasio Statale Dante Alighieri, Roma;
3^ classificato "La Resistenza italiana", saggio della 5°A IPSIA "Calvi" di Varzi, il cui testo è consultabile qui.