lunedì 27 febbraio 2017

Un pianeta da salvare

Dall'analisi di un'opera di Felix Greene, una lucida quanto notevole riflessione sui mali mai sopiti del capitalismo. Riceviamo e pubblichiamo il testo di Ferruccio Quaroni sezione ANPI Giuseppe Pinelli - Pavia Borgo Ticino

Felix Greene è stato un personaggio eccentrico ma geniale. Parente del più celebre Graham, scrittore, fu soprattutto ottimo fotografo e regista di documentari molto indulgenti sui paesi comunisti che presentavano quelle realtà come società indenni dai mali del capitalismo e tese a costruire un roseo futuro per tutti i cittadini. Così fece per il Vietnam del Nord, del quale fu uno dei primi visitatori occidentali, per la Cina di Mao e per la Cuba di Castro. Nel 1970 incontrò il Dalai Lama che, dopo parecchi giorni di discussione, lo convinse che le cose per i Tibetani e per i Cinesi stessi non erano poi così positive come egli credeva e come gli erano state mostrate…

lunedì 20 febbraio 2017

Il cibo e la Resistenza

Pubblichiamo un estratto del film documentario “Pane & Partigiani”, in cui si evidenzia il ruolo fondamentale che ebbe il cibo durante la Resistenza. A testimonianza di ciò, gli stessi partigiani lo descrivono come la vera materializzazione del concetto di solidarietà e di “bene” negli anni del male assoluto. Lo teorizza l'analisi storica e sociologica di Lorena Carrara e Elisabetta Salvini, Karima Moyer Nocchi, Alvaro Tacchini tutti autori di pubblicazioni che hanno trattato questo tema.

domenica 12 febbraio 2017

Cose non dette

Nel 1981 il regista Moustapha Akkad gira “Il Leone del deserto”. Nell’82 il film verrà censurato, e la sua circolazione vietata nelle sale italiane.
"Il leone del deserto” è la storia di Omar al-Mukhtar, combattente della resistenza in Cirenaica contro l’aggressione italiana, ed è anche la storia delle efferatezze del regio esercito nella guerra di Libia cominciata nel primo decennio del ‘900 e ripresa dal fascismo che moltiplicò il numero delle Divisioni e innalzò la qualità degli armamenti, in prova dei successivi interventi bellici in Etiopia, Somalia, Grecia, Spagna, fino al conflitto mondiale che ci vide alleati del III Reich.
Marciano le truppe italiane. Le guida “il più fascista tra gli ufficiali superiori”, Rodolfo Graziani, che ritroveremo nella Repubblica di Salò, al quale inneggiano i ritornelli delle Milizie in camicia nera “se non ci conoscete, lo sanno gli altipiani, noi siamo gli arditissimi del colonnello Graziani”.

domenica 5 febbraio 2017

Un confine tormentato

comandante della II armata operante in Slovenia Dalmazia Croazia
A oltre dieci anni dalla emanazione della legge istitutiva della Giornata del Ricordo, volta a conservare e rinnovare la memoria delle vittime della tragedia delle foibe e della più complessa vicenda del confine orientale, non è ancora possibile restituire alla commemorazione la sua originaria vocazione: la volontà di fare i conti con la drammatica stagione dell'occupazione nazifascista e del dopoguerra nell'area giuliano-dalmata. D'altra parte, una commemorazione che affonda le sue radici a Salò, quando venne istituito il primo “giorno del ricordo”, celebrato in tutta la Repubblica Sociale Italiana il 30 gennaio 1944, ha in sé tutte le premesse per essere provocatoriamente strumentalizzata.
La vulgata ufficiale, infatti, presenta troppo spesso errori che paiono a tutti gli effetti dettati da un opportunismo funzionale alla diffusione di pregiudizi nazionalisti, che non fanno altro che fomentare contrapposizioni nazionali.